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VINLAND Dopo tanto autoerotismo, l'autoironia è fondamentale.
Testimonianze
post pubblicato in Università, il 9 dicembre 2008

Torno a Siena di corsa, dopo una giornata passata fra ritrovi familiari, cazzi e mazzi. Ho fretta accidenti.
Non si trova parcheggio, maledetto shopping natalizio. Ho fretta. Lascio la macchina orrendamento in divieto di sosta a Porta Tufi e corro verso il Duomo.

A Siena arriva Gianni Letta, la faccia buona del governo Berlusconi, il deus ex machina amato da destra e da sinistra, il grande mediatore, il factotum di Berlusconi, il papabile candiato alla presidenza della repubblica. O più semplicemente l'uomo che regge le fila di un governo di nani e ballerine, e sul locale, il vate politico del nostro Rettore, l'uomo che ha dato il placet di Roma alla distruzione della nostra Università. Arriva a Siena a ritirare un premio per il giornalismo, con la faccia di culo di un esponente di primo piano di un governo che ha appena varato provvedimenti che uccidono l'università, che tranquillamente arriva in pompa magna in una città universitaria.

Arrivo in ritardo io, arriva in ritardo anche Gianni Letta. Alla faccia della crisi economica a bordo di una Maserati, che ho il vago sospetto di aver anche io contribuito a pagare. 
Ci pisciano in testa e dicono che piove.

Piazza Duomo è cinta da transenne. Faccio il conto di poliziotti e carabinieri. Sono una quarantina a guardarci dall'altra parte delle transenne. In tenuta anti sommossa con la sciarpa calata sul volto, il casco e la mano sul manganello. 

Chiediamo libertà e ci danno polizia.

Trovo subito le faccie che da mesi condividono con me una battaglia che sta cambiando il volto della nostra generazione e che sta attraversando questo paese nonostante i blocchi della polizia, nonostante le provocazioni dei fascisti, nonostante le minaccie più o meno esplicite, nonostante la censura degli organi di informazione.

Siamo tanti anche oggi, anche se è festa, anche se è freddo. La polizia fa entrare signore in pelliccie anni 80 e chiunque sorpassi i 30 anni e non ha la barba lunga. Io ho la faccia da ragazzino e non mi sono rasato. Resto fuori. E' una cerimonia pubblica, fatta eccezione per gli studenti.

Da fuori urliamo la nostra rabbia. Urliamo più che possiamo, anche se sappiamo che da dentro probabilmente nessuno ci sente. Mentre urliamo arriva la notizia che una precaria entrata nonostante le maglie della polizia ha letto un documento contro la 133 ed ha esposto il nostro striscione. Letta non sa rispondere se non con la solita solfa degli studenti disinformati e strumentalizzati della sinistra, dai sindacati ecc.. Mancava il complotto demo-pluto-giudaico e l'Impero Intergalattico.

Parlo con chi mi sta accanto di cosa stiamo facendo oggi, di quello che abbiamo fatto, di quello che dobremo fare quando ad un tratto sento delle urla. Mi volto di scatto e 
vedo gli uomini con il manganello  ed il casco che oltrepassano le transenne. Di fronte a loro ragazzi e ragazze a mani alzate. Gli uomini con il manganello spingono e provocano. Sono vicinissimo alle loro facce arrabbiate. Faccio in tempo a dire alla ragazza che ho accanto di allontarsi di corsa. Mi assicuro che si sia allontanata quando vedo un uomo con il manganello correre verso i ragazzi con le mani alzate ed iniziare a colpire. Vedo chiaramente una manganellata nel volto di un ragazzo, e l'uomo che ad un cenno della sua dirigente si allontana dalla mischia. Successivamente altri ragazzi vengono colpiti 
Cerco di accendere la macchina fotografica che tengo in tasca. Non faccio in tempo.

Sento esplodere in me la rabbia. E' la rabbia di chi si sente attacato e leso nei suoi diritti fondamentali. Mi espongo dalle transenne, mostro le mani agli uomini con il manganello. - Basta, siamo a mani nude, cazzo - 
Mi sgolo fino a perdere la voce, hanno cercato lo scontro, hanno usato il manganello contro dei ragazzi a mani alzate. Contro delle donne. Quelle manganellate è come fossero piovute sulla testa di tutti.
Dopo un po' Letta poi è uscito. Troppo scortato e troppo velocemente per rendersi conto delle nostre urla  a bordo della Mesarati che se ne è andata via sfrecciando contromano per le vie di una città che, da anni, non vedeva sulle sue strade questa violenza.

Adesso sono qua a casa alle 2 di notte a battere sulla tastiera. La rabbia adesso è più lucida ma ugualmente intensa. E' la rabbia dell'impotenza che ti prende allo stomaco. Penso alle facce dei miei compagni che a volto scoperto ed a mani nude hanno subito una aggressione vile ed inconcepibile. Sono le stesse facce di coloro che ho sentito mille volte parlare in assemblea, di coloro che hanno difeso con me la nostra università, di coloro che aggiornano questo blog in cui mi sto sfogando. Loro sono ricoscibili, loro mettono la faccia in quello che fanno. Chi li ha manganellati senza preoccuparsi di niente non lo sapremo mai. Chi gestisce chi manganella si nasconderà dietro barriere fatte di menzogne e frasi di circostanza. E staserà sarà più difficile addormentarsi con serenità.




permalink | inviato da vinland il 9/12/2008 alle 2:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Il Gatto di Fontebranda
post pubblicato in Università, il 25 novembre 2008





Il Gatto di Fontebranda è entrato di prepotenza nella torbida vicenda della crisi finanziaria dell'Università degli Studi di Siena.
A mettere in campo il felino è stato il nostro Magnifico Rettore Silvano Focardi che, durante l'ultracitata occupazione del CDA di Venerdì scorso, a chi denunciava il verticismo delle scelte per il piano di risanamento dell'Ateneo, ha risposto:


-Questo piano di risanamento è passato anche dal "gatto di fontebranda", altro che verticismo.-

Subito è partita la caccia a questo fantomatico nuovo soggetto. I senesi interrogati non sanno rispondere.
C'è chi dice si tratti di un modo di dire senese (come dire " è passato da tutti, anche dai soggetti più insignificanti) o di un personaggio realmente esistente che, ignaro della sua fama, frequenta il rione di Fontebranda.

Non sappiamo chi sia il Gatto, ma dobbiamo costatare che il suo parere è preso in considerazione.
Molto più di quello della componente non strutturata di questo Ateneo, a cui l'amministrazione dell'università ha promesso un tavolo di confronto, per poi, pochi giorni dopo, con un blitz in CDA, approvare in via definitiva un piano di risanamento di lacrime e sangue.
Preso in considerazione molto di più della componente studentesca, intesa sia come la collettività in mobilitazione sia come rappresentanza. Il Sig. Gatto di Fontebranda ha goduto di un confronto prima dell'approvazione del piano. Il Consiglio Studentesco e l'Assemblea Permanente invece sono stati chiamati in causa solamente a giochi fatti, ricercando l'illusione di una partecipazione collettiva alle scelte che non c'è stata in alcun modo.

Siamo tutti alla ricerca del felino con cui il Rettore si confronta con tanta attenzione.
Soprattutto perchè vediamo come gli organi accademici oramai sono decaduti dalla loro funzione di controllo ed indirizzo, trasformandosi in luoghi di difesa di privilegi.
I rappresentanti di ordinari ed associati sono chiusi della difesa dei loro scranni baronali, i rappresentanti delle Amministrazioni locali incapaci di garantire la natura pubblica di questa Università e primi propotori di un piano di risanamento che dequalifica l'Ateneo.
In questa fase di desolazione il Dott. Gatto di Fontebranda potrebbe essere il soggetto più qualificato per difendere i diritti degli studenti e dei non strutturati e risanare l'Ateneo.

La redazione di ATP chiede a tutta la popolazione studentesca uno sforzo, oltre ai tanti già fatti, per coaudiuvarci nella ricerca del nostro salvatore Dott. Di Fontebranda Gatto.
A lui, e solo a lui, siamo disposti ad affidare le sorti del nostro Ateneo.

pubblicato anche su atitoloprecario.splinder.com



permalink | inviato da vinland il 25/11/2008 alle 17:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Questione di competenze
post pubblicato in Università, il 7 ottobre 2008
Silvano Focardi è il rettore dell'Università di Siena.
L'Università di Siena rischia di finire a gambe all'aria per un debito di 110 milioni di euro, scoperto qualche settimana fa, non risultante nei bilanci degli ultimi anni.

Silvano Focardi è stato chiamato dalla Regione Calabria a far parte della commissione per la risoluzione del problema dei rifiuti nella provincia di Crotone.

mah..




permalink | inviato da vinland il 7/10/2008 alle 16:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
Ansia da prestazione
post pubblicato in Università, il 31 marzo 2008

Oggi sono stato alla discussione di una Laurea.

Costatazione: Si laureano tutti, a parte me.

Conclusione: Non si studia Lettere per trovare lavoro. Si studia Lettere per la gloria e per farsi una cultura. Io nemmeno quelle.

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permalink | inviato da vinland il 31/3/2008 alle 23:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
Baroni, vecchi dinosauri fuori dal mondo
post pubblicato in Università, il 25 ottobre 2007




La Conferenza dei Presidi di Lettere delle Università italiane ha stilato un documento in cui giudicano negativamente le intenzioni del Ministero dell'Università verso una riforma che porti alla possibilità di accedere alle Scuole per l'Insegnamento Scuole Superiori, con il conseguimento della Laurea di Primo Livello. (il modello attuale prevede l'accesso alle SISS solo dopo il conseguimento della Laurea Magistrale).
Secondo gli incancreniti Presidi tale provvedimento avrebbe come conseguenza l'abbassamento del livello culturale dell'insegnamento delle materie umanistiche all'interno delle scuole superiori.

Ecco qua il classico documento di un consesso di vecchi baroni incartapecoriti sulla cattedra, che non riesce a vedere oltre il proprio naso.
Dicono loro che sei adatto a trasmettere delle conoscenze solamente se ti fai 3 anni di laurea triennale, 2 anni di specialistica, 2 tesi, 2 anni di SISS, praticantato, precariato e poi posto fisso.
Almeno 9 anni di agonia per un posto da insegnante senza possibilità di carriera con 1300 Euro al mese. Poco importa a loro se ci sono zone d'Italia, come le isole della Sicilia, l'Appennino, le valli alpine dove non si riesce più a trovare insegnanti. (del resto chi è che a 30 anni è disposto ad andare a Capraia, per qualche anno per una miseria di stipendio).

Poco importa a loro se un laureato entra a lavorare nella scuola oltre i 30 anni.
Loro il momento di vacche grasse l'hanno già avuto. Con assunzioni a pioggia, con abilitazioni farsa, con una politica delle assunzioni all'Università che ricorda più l'amministrazione pubblica Carolingia che una politica di concorsi seri atti a promuovere la qualità dell'insegnamento.

Dovrebbero capire che le conoscenze di uno studente non si verificano solamente contando gli anni in cui è rimasto parcheggiato all'Università. Ci deve essere una scuola di abilitazione all'insegnamento seria, che faccia selezione e che formi docenti preparati che possano trasmettere stimoli e conoscenze.

O forse hanno paura di scoprire che ci sono giovani che potrebbero tranquillamente fare a meno della prigione di appelli, prove in itinere, tesi e livelli di laurea a cui sono stati condannati?

e soprattutto:
Mi girano immensamente le palle quando un sessantenne, che non si è mai aggiornato in vita sua, che ancora propina ricerche degli anni 30 come attuali, che non si è mai smosso dalla porzione del campo disciplinare che occupa da decenni, mi venga a dire se e quando sarò pronto per andare a lavorare



permalink | inviato da vinland il 25/10/2007 alle 23:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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