.
Annunci online

VINLAND Dopo tanto autoerotismo, l'autoironia è fondamentale.
E' tornato Garibaldi
post pubblicato in La canzone adatta, il 9 agosto 2008
 
Riscoperti gli Statuto.
E l'invocazione all'eroe dei due mondi diventa la nuova canzone dell'estate.





Quasi due anni di blog ed ancora non so inserire i video di Youtube. Ascoltatela qua






permalink | inviato da vinland il 9/8/2008 alle 11:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
Novecento
post pubblicato in La canzone adatta, il 19 giugno 2008


Tutta quella città. Non si riusciva a vedere la fine.

Per cortesia si potrebbe vedere la fine?

era tutto molto bello su quella scaletta, ed io ero grande, col mio bel cappotto.. facevo la mia figura e non avevo dubbi, che sarei sceso..

Non è quello che vidi che mi fermò. E' quello che non vidi. Puoi capirlo?
In tutta quella sterminata città c'era tutto tranne la fine. C'era tutto, ma non c'era una fine, quello che non vidi è dove finiva tutto quello, la fine del mondo. 

Tu pensa ad un pianoforte.. i tasti iniziano i tasti finiscono. Tu sai che sono 88 e su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti loro. Tu sei infinito, e dentro quelli 88 tasti la musica che puoi fare è infinita. Questo a me piace..
Ma se io scendo da quella scaletta e davanti a me si srotola una tastiera con milioni di tasti, con miliardi di tasti che non finiscono mai, perchè questa è la verità, non finiscono mai; quella tastiera è infinita, ma se quella tastiera è infinita allora su quella tastiera non c'è musica che puoi fare. Sei seduto sul seggiolino sbagliato. Quello è il pianoforte su cui suona Dio.

Cristo, ma le vedevi le strade, anche solo le strade, erano migliaia. Ma dimmelo come fate voialtri laggiù a sceglierne una? A scegliere una donna, una casa, una terra che sia la vostra, un paesaggio da guardare, un modo di morire?

Tutto quel mondo addosso che non sai quando finisce e nemmeno quanto ce n'è. Ma non avete paura voi di finire in mille pezzi solo a pensarla quella enormità, solo a pensarla, a viverla? 





permalink | inviato da vinland il 19/6/2008 alle 23:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Come ti senti Cosimo?
post pubblicato in La canzone adatta, il 22 novembre 2007

Ho una gran voglia di fumare.
Perchè sono sempre sveglio a quest'ora con un esame da preparare ed il respiro che va e viene?
Perchè il pensiero rimane sempre alla stessa immagine, sfuocata, pallida, ma orrendamente reale.
E ti viene il maledetto dubbio che forse non ne è valsa la pena. Hai provato ad essere felice, a liberarti della gabbia di disillusione che ti sei costruito attorno. Ma è andata male, malissimo. E non puoi che continuare a fare la solita vita. Senza sognare nulla mai più. Prendendo la forza da mezze emozioni, mezzi piaceri, mezze verità. Con relazioni che non si spingono mai oltre il confine, perchè d'ora in poi non vorrò più cadere.
Queste son cose che succedono. Cazzata enorme.
Queste cose non devono succedere.
Non posso dire che un giorno capirà quello che è successo, capirà che è stato tutto sbagliato. Non lo capirà mai.
Anche perchè è felice e quando si è felici non si ha bisogno di capire.

A me Ivan Graziani, con la sua vocina bianca, mi ha sempre fatto notevolmente cacare. Ma questa è veramente la canzone adatta.
Sono le due. Buonanotte



Siena lo sai, non è servita a cambiarla
la cosa che ha amato di più è stata l’aria
lei ha disegnato, ha riempito cartelle di sogni
ma gli occhi di marmo del Colosso Toscano
guardano troppo lontano.
Caro il mio Barbarossa, studente in filosofia
con il tuo italiano insicuro
certe cose le sapevi dire.
Oh lo so, lo so, lo so, lo so bene, lo so
una donna da amare in due in comune fra te e me.
Ma di tempo ce n’è in questa città fottuti di malinconia e... di lei.
Per questo canto una canzone triste, triste, triste... Triste come me.
E non c’è più nessuno che mi parli ancora un po’ di lei, ancora un po’ di lei.
E non c’è più nessuno che mi parli ancora un po’ di lei, ancora un po’ di lei.
Ricordo i suoi occhi, strano tipo di donna che era
quando gettò i suoi disegni con rabbia giù da Ponte Vecchio
"Io sono nata da una conchiglia" diceva
"La mia casa è il mare e con un fiume no, non la posso cambiare"
Caro il mio Barbarossa, compagno di un’avventura
certo che se lei se n’è andata no, non è colpa mia.
Oh lo so, lo so, lo so, la tua vita non cambierà
ritornerai in Irlanda con la tua laurea in filosofia
ma io che farò in questa città? Fottuto di malinconia.. e di lei.
Per questo canto una canzone triste, triste, triste... Triste come me.
E non c’è più nessuno che mi parli ancora un po’ di lei, ancora un po’ di lei.
E non c’è più nessuno che mi parli ancora un po’ di lei, ancora un po’ di lei





Ivan Graziani, Canzone triste

ma molto meglio dell'originale è la versione dei Perturbazione e di Syria



permalink | inviato da vinland il 22/11/2007 alle 1:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
Sfoglia giugno