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VINLAND Dopo tanto autoerotismo, l'autoironia è fondamentale.
A Gaza sbarcano palloncini ed idiozia
post pubblicato in All'improvviso un cretino, il 25 agosto 2008







Come ieri ha trionfalmente annunciato Liberazione sono arrivate a Gaza la "Free Palestine" e la "Liberty", partite Venerdì da Cipro.

L'iniziativa, animata da Hedy Hepstein, ebrea inglese sopravvissuta ai campi di sterminio, Jeff Halper attivista attiva contro i nuovi insediamenti israeliani, Anne Montgomery, suora cattolica di 83 anni e Lauren Booth, cognata di Tony Blair, aveva lo scopo di rompere il blocco della Marina Israeliana sulla striscia di Gaza, oppure come scopo secondario, quello di suscitare il clamore del mondo occidentale, se la missione fosse stata bloccata da un intervento delle forze navali di Tel Aviv. Il Governo Israeliano messo in un angolo ha deciso di far passare le due navi e di non rischiare il clamore di un intervento. Al porto di Gaza ad attendere i sedicenti pacifisti una grandissima folla con in testa il Presidente de facto di Gaza e leader di Hamas Haniyeh.
Come nota di colore c'è da segnalare un leggero disappunto della folla quando dalle navi, anzichè aiuti umanitari, sono stati sbarcate casse cariche di palloncini colorati. 
I 46 attivisti a bordo passeranno adesso una decina di giorni a Gaza, felicemente scortati dai miliziani di Hamas, a visitare scuole ed ospedali.

Poi se ne torneranno a casuccia nei dintorni della City a Londra..

Non vedranno i villaggi del sud di Israele continuamente bersagliati dai missili a corto raggio di fabbricazione sovietica, provenienti dalla striscia di Gaza.

Non vedranno la realtà di un paese democratico che da 60 anni è assediato da nazioni ostili che hanno in programma la sua distruzione.

Non vedranno le bombe, gli attacchi kamikaze, gli autobus esplosi ad Haifa, Tel Aviv od Achdod...

Sopratutto i miliziani con cui vanno a braccetto e che vanno ad accoglierli al porto non gli mostreranno, come Hamas tenga ostaggio nella Striscia quel popolo sfortunato utilizzandolo alla stregua di scudi umani per mostrare al mondo il peso "del giogo sionista"

Non credo che gli mostreranno nemmeno gli stanziamenti e le armi che arrivano ad Hamas, dalla Siria e dall'Iran. 

Probabilmente sanno, ma non vogliono ricordare che Hamas ha rinunciato dopo la vittoria delle elezioni per l'ANP a riconoscere l'esistenza di Israele ed ad abbandonare la lotta armata. 

Se ne ritorneranno a casa soddisfatti di aver sbarcato palloncini colorati. 
Dimostrando al mondo tanta ingenuità e probabilmente anche un po' di idiozia.


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permalink | inviato da vinland il 25/8/2008 alle 16:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
a proposito di negoziati in Medio Oriente:Craxi e l'OLP
post pubblicato in Diario, il 27 novembre 2007
 
Ecco a voi un video del 1985 in cui Bettino Craxi giustifica il terrorismo palestinese, paragonando a Mazzini i bombaroli di Arafat.


cliccare sull'immagine per vedere il video (non ho ancora capito come caspita si fa a mettere i video di youtube sul blog)


Dice Craxi :
"Vedete io considero.. contesto l'uso della lotta armata all'OLP, non perchè ritengo che non ne abbia diritto, ma perchè ritengo che la lotta armata non porterà a nessuna soluzione, convinto che lotta armata e terrorismo non risolveranno il problema della questione palestinese [..]"

Che tradotto significherebbe: Non fate attentati perchè non è utile per la causa dell'indipendenza. Ma se fosse utile, se le bombe e gli omicidi politici portassero a qualcosa sarebbe lecito ammazzare gli israeliani.

Da notare i vergognosi applausi di tutta l'area sinistra dell'emiciclo ( e creo anche di parte della DC), e di come si erga in contestazione a questa roboante stronzata solamente l'Onorevole Martino (padre di Antonio) del Partito Liberale.

Segue poi un delirante paragone storico fra Giuseppe Mazzini e l'OLP, entrambi meritori nel pianificare omicidi politici per il bene della Patria.

A dimostrazione di quanto è stato lungo e difficoltoso il cammino per sradicare nella sinistra italiana il pregiudizio verso lo stato ebraico. E guardando la realtà attuale tanta strada deve essere ancora percorsa

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